Casa dell'Alchimista

Casa dell'Alchimista

La casa detta "del Cinquecento" che sorge a Valdenogher (Tambre), può far parte di quella tipologia edilizia di dimore dominicali tardo-gotiche rappresentate nel manoscritto Paolini (XVII secolo) e di cui permangono rari esempi in provincia di Belluno. Inconsueta appare invece la facciata, arricchita da un apparato decorativo a bassorilievo su pietra del tutto singolare anche se espresso con linguaggio spesso ingenuo (cfr. Valeria Farinati, La casa del cinquecento a Valdenogher, Relazione storico-critica, Venezia 1992). Le decorazioni della facciata mostrano nessi evidenti con il simbolismo alchemico cinquecentesco, come hanno evidenziato alcuni studi commissionati dalla Soprintendenza nel corso dei lavori di restauro (G. Milanesi, Casa del Cinquecento in località Valdenogher. Interpretazione della facciata secondo il simbolismo alchemico, 1996; V. farinati, La casa del Cinquecento a Valdenogher, Venezia 1992). I risultati di queste ricerche hanno portato alla decisione del riutilizzo della casa "del Cinquecento" come "casa-museo dell'Alchimista".

Il progetto di allestimento con questo lavoro si propone una prima ipotesi di allestimento museale, che ha lo scopo di verificare la fattibilità finanziaria e gestionale, in concorso con le Amministrazioni locali. II progetto architettonico definitivo di allestimento dovrà essere condotto in collaborazione con esperti nel campo dell'alchimia e della filosofia rinascimentale, e sulla base di un progetto culturale che implichi una specifica ricerca storica sulla presenza degli alchimisti nel contesto veneto e locale. Questo progetto individua alcuni temi che tracciano racconti paralleli nel percorso espositivo quali le trasformazioni edilizie e l'interpretazione del simbolismo di facciata, il sistema filosofico, il contesto culturale veneto e locale.

Per quanto riguarda l'allestimento si sono rifiutati facili ambientazioni preferendo l'esposizione di pochi oggetti allusivi di concetti e conoscenze e spunti che possano indurre curiosità e desiderio di approfondimento. Nell'edificio non si sono conservati arredi autentici e le destinazioni d'uso dei vani non sono riconoscibili (ad eccezione di alcuni ambienti). Si e preferito quindi, anziché costruire una messinscena gratuita, inserire pochi arredi della tradizione dell'Alpago da reperire in collezioni (es. della Biblioteca di Chies e Codenzano) o sul mercato antiquario. Le strutture espositive evocano arredi domestici (il tavolo da cucina, lo scrittoio, la biblioteca, ecc.) che portano o sorreggono "libri" di cartone costruiti ad hoc per esporre le informazioni e le ricerche d'archivio e i "libri fantasma" che riprodurranno le straordinarie illustrazioni dei testi alchemici.


Informazioni

Apertura nelle giornate di sabato e domenica

tel. 0437.470309 cell. 340.8445323

e-mail: info@alpagonatura.it

Data

23 Maggio 2017

Tags

Musei

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